PINO TOSCA: UNA VITA PER LA TRADIZIONE

Segreteria Forza Nuova

Movimento Politico

La scomparsa di Pino Tosca, avvenuta a Modugno (Bari) lo scorso 4 settembre, dopo un calvario di cinque mesi, affrontato con cristiana virtù, priva l’ambiente culturale della Destra italiana, e in particolare la sua componente cattolico-tradizionalista, di un suo esponente fra i più significativi, protagonista di un quarantennio di nobili e coraggiose battaglie politiche e intellettuali.

Nato a Piacenza il 23 luglio del 1946 da famiglia di origini meridionali, si spostò presto a Torino, ove visse una stagione giovanile di grande impegno, in particolare nei ranghi del raggruppamento “Europa e Civiltà”. Ancora oggi, i “vecchi camerati” del capoluogo piemontese lo ricordano con vivo affetto e ammirazione, soprattutto per il coraggio e la determinazione dimostrati in diverse missioni compiute nell’allora Est Europa comunista, in appoggio ad ambienti della dissidenza. E a Torino amava tornare, per rivedere gli antichi amici (lui, che dell’amicizia ha sempre fatto un personale blasone) e per proseguire, lì come altrove, la “buona battaglia” culturale, fatta di continui viaggi in tutta Italia per tenere seminari, partecipare a convegni, presentare pubblicazioni, promuovere iniziative.

Trasferitosi successivamente in Puglia, si stabilì a Modugno, cittadina poco distante da Bari, continuando la sua militanza civile: fecondo uomo di penna, ha collaborato a numerose pubblicazioni, quotidiane e periodiche: “Secolo d’Italia”, “Meridiano Sud”, “Il Conciliatore”, “Pagine Libere”, “L’Alfiere”, “Linea”, “L’ Italia settimanale”.

All’inizio degli anni ’70, l’incontro che cambiò la vita sua e di tanti altri: strinse infatti amicizia col grande pensatore spagnolo Francisco Elias de Tejada, leader e maestro del Carlismo, la dottrina tradizionalista che meglio esprime la continuità di un autentico e vivente retaggio cattolico-militante. Fondato sul pensiero tomista e dei classici della Controriforma, il tradizionalismo spagnolo non ha nulla a che fare coll’omonima scuola reazionaria e sentimentalista della Francia ottocentesca (giustamente condannata dalla Chiesa cattolica), ma rappresenta al contrario una dottrina sempre viva e attuale, ispirantesi ai princìpi del diritto naturale e all’eredità storica e culturale dei popoli che fecero parte della Hispanidad (l’italiano compreso, dunque). Grazie a tale incontro, si sviluppò pure in Italia una grossa e attiva comunità tradizionalista, che diede luogo, anche grazie alle capacità di infaticabile organizzatore di Tosca, a iniziative di altissimo respiro, convegni internazionali, la riscoperta di autori e filoni sconosciuti e/o oscurati (anche a destra), riviste come “La quercia” e “Traditio”, la costituzione dell’Associazione Giusnaturalisti Cattolici Italiani “Filippo II”, di cui il Nostro fu tra i massimi esponenti.

Esauritasi, purtroppo, questa grande esperienza, anche a causa della prematura scomparsa di de Tejada, Tosca continuò comunque nella direzione intrapresa, prima nell’ambito di “Tradizionalismo Popolare” e poi, dopo il fallimentare e deleterio appoggio alla componente missina rautiana, arroccandosi localmente nella comunità di Modugno, da lui fondata e amorevolmente cresciuta e “allevata”. In questo ultimo ambito, venne la fondazione della rivista “Terra degli Avi”, la formazione del Centro “Tradizione e Comunità” e l’allestimento del sito internet “Adsum” (www. adsum.it).

Vero intellettuale e non semplice divulgatore, Tosca approfondì in modo particolare gli studi sulle insorgenze antigiacobine, sul movimento meridionale antirisorgimentale e sul cattolicesimo “integrale” italiano del _900. Ci restano una preziosissima storia del tradizionalismo italiano (“Il cammino della Tradizione”, Il Cerchio, 1996), opera unica nel suo genere (ma che un presunto “grande-intellettuale-di-destra”, in un suo confuso saggio sull’argomento, non ha neanche citato nella babelica bibliografia), e la nuova edizione, da lui curata, de “La monarchia tradizionale” di de Tejada (sulla quale vedi la parentesi precedente!), recentemente pubblicata dalle Edizioni Controcorrente di Napoli.

Ma non è tutto: molto materiale è ancora inedito, fra cui il suo interessantissimo epistolario col maestro iberico e una “Storia delle insorgenze, dai Vandeani ai Cristeros”; che Tosca presentò alle sue lezioni di storia moderna tenutesi al Siddon’s Institute di Londra nell’estate del ’97.

Ai familiari e alla comunità politica e umana di Tosca vanno le sentite condoglianze di Forza Nuova.